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Seconda parte della storia.
Se non hai letto la prima la trovi qui.

Eravamo rimasti con l’avvocato che ci ha fatto perdere due mesi.
Decidiamo di riprendere in mano noi la situazione.

 

Facciamo partire immediatamente la proposta, preparata da noi, che il legale avrebbe solo duvuto girare.

Dopo un paio di settimane, chiamo l’avvocato della Banca, che mi dice che devo attendere.
Dicendomi però che, se la Banca avesse ritenuto inaccettabile la proposta, avrebbe detto di no subito. Il fatto che facesse aspettare, significava che la stava valutando con attenzione.

Mi avvisa inoltre di fare attenzione, perché risulta intervenuta Equitalia.
Cosa che sapevo per aver letto il fascicolo.
Intervento per 900 euro.
L’esecutato mi conferma inoltre di essere sempre stato un dipendente, quindi non ci possono essere problematiche grosse. Giusto qualche multa e la spazzatura.
Sono tranquillo.

Dopo altri 15 giorni, la richiamo, e lei provvede ad inoltrare un sollecito.

Dopo altre settimane, stufa di sentirmi un giorno sì e un giorno pure, mi passa il numero diretto del gestore della pratica, direttamente in sede centrale.

Il gestore mi conferma che la proposta, anche se molto bassa, (sia in relazione al debito, sia rispetto alla base d’asta) è in valutazione dal’Organo Deliberante.

Ricordo che l’asta è fissata per il 6 giugno, quindi stiamo friggendo…

Passano i giorni, finché il 9 maggio arriva la doccia fredda.
Proposta rifiutata.

E siamo a meno di un mese dall’asta!

Chiamo immediatamente il gestore, per capire se il rifiuto è totale, o se c’è possibilità di trovare comunque un accordo.

Fuori dai denti mi dice: “Non possiamo accettare una proposta inferiore alla base d’asta, solo perché lei dice che tanto andrà deserta. Se ci fa una proposta almeno pari all’asta, o ancora meglio del 10% superiore, ho la possibilità di spingere per farla accettare”.

Mi consulto con S2 e WoW.
Considerando la problematica del magazzino non pignorato, che sarebbe da ridiscutere con l’esecutato dopo l’asta, e considerando che ormai ci avviciniamo ai 20 giorni necessari per il timbro di mancata opposizione, decidiamo di rilanciare al prezzo massimo.

71.500 euro, il 10% più dell’asta.

Giusto per evitare ulteriori rinvii della pratica.
E soprattutto ci evitiamo concorrenti all’asta che possano rilanciare, e ci prendiamo tutto, anche il 50% del magazzino che non è stato pignorato. Il che aumenta il valore complessivo.

Passano i giorni, e la risposta non arriva.
Mando un sollecito 2 giorni prima di arrivare alla scadenza dei 20 giorni.
Niente.

Nel frattempo il custode giudiziario avvisa che il 16 deve venire per far vedere l’immobile a potenziali acquirenti.

E’ un disastro. Se qualcuno si fa avanti, depositando un offerta, la Banca sicuramente rifiuterà la proposta, sapendo che comunque prenderà i soldi dell’asta. Rimanendo poi con un credito importante.

Il giorno prima piombiamo a casa degli esecutati per attuare tutta una serie di strategie per rendere la casa il meno appetibile possibile.
(stiamo per pubblicare un e-book proprio su questo importante argomento).

Alla visita si presentano in due, con agenti immobiliari al seguito.
Che maledico in silenzio.
Non potrebbero farsi i fatti loro?

Fanno il giro dell’immobile. Chiedono parecchie informazioni a cui viene risposto, in maniera molto gentile, quello che abbiamo concordato.

Sembra che quello che abbiamo fatto funzioni. Se ne vanno poco convinti.

19 maggio, arriva l’accettazione della proposta!
Yuppyyyyyy!!!

Ma, un momento, leggiamo bene.
Bisogna pagare anticipatamente. Ma, avvisano, se il Giudice dovesse decidere di non concedere l’Istanza di Estinzione, data la tempistica, e la casa andasse all’asta comunque, sono fatti nostri.
Non ci restituiscono quanto versato
, che viene considerato acconto sul debito.
Il tutto scritto in avvocatese stretto, in modo da non far capire l’inghippo da chi non se intende.

Per un paio di giorni litighiamo sul modo per effettuare il pagamento che possa garantire entrambe le parti.

Arriviamo alla conclusione che, davanti al giudice, che conferma che sia tutto a posto, verrà fatto tutto contestualmente: Rinuncia agli Atti, consegna degli assegni circolari e Istanza di Estinzione.

Ovviamente, dovrà presentare Rinuncia agli Atti anche Equitalia.
Nessun problema, dico io, domani vado a prendere gli accordi.
Tanto devo pagare tutto, che problema c’è?

Cosa diciamo sempre? Non fidatevi di quello che sembra. Verificate, verificate, verificate!
Solo che, a volte, anche noi ci dimentichiamo delle basi…

Il giorno dopo andiamo in Equitalia.
S1: “Fammi il totale che pago, e poi mi fai la Rinuncia.

E: “Certo Stralciando, devi darmi 5.427,89 euro.

S1: “Come, come, come? Ma non erano 900?

E: “Dice bene, erano! Nel frattempo è arrivata un’altra cartella da oltre 4.000. Se vuole può chiedere una rateizzazione, e noi rinunciamo alla procedura. ma dobbiamo aspettare il pagamento della prima rata. Ci vogliono circa 45 giorni.

S1: “Ma io devo risolvere entro 2 giorni, se no perdiamo tutto!

E: “Se vuole la faccio parlare con un responsabile.

Dopo mezz’ora di discussioni, con suppliche al Direttore, riusciamo a trovare un accordo. Pago totalmente le cartelle per cui sono intervenuti, e rateizzo l’ultima.
Ok, si può fare.

Ma loro non fanno la Rinuncia agli Atti, semplicemente non si oppongono alla chiusura della procedura. Il che vuol dire dover passare 2 udienze. Circa 25/30 giorni.

Che non abbiamo.

 

Riusciranno i nostri Eroi ad arrivare ad una conclusione?
Il 6 giugno si avvicina inesorabile!

Lo scopriremo nei prossimi giorni, nel proseguimento di questa avventura.

S1 “the boss”

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