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Continua il racconto della nostra avventura.
Leggi la prima e la seconda parte, se non lo hai ancora fatto.

 

Dicevamo che Equitalia non vuole venire in Tribunale.

Continuiamo a discutere finché riesco a strappare una promessa di presenziare all’appuntamento con deposito della Rinuncia.

Avviso l’avvocato della Banca procedente, che contatta il giudice per fissare l’appuntamento.

Avv:Ah, tra parentesi,” mi dice, “il giudice dell’Esecuzione è cambiato. Quella nuova è un po’ precisina.
E non accetta la delega dell’incaricato di Equitalia perché, pur dando ampi poteri, non specifica chiaramente che può firmare una Rinuncia agli Atti.

S1:Ok, ma se dice che può firmare TUTTI gli atti, che problema c’è?

A:Niente, se non hanno una procura fatta come vuole lei, non accetta la deposizione della rinuncia.

E mancano solo più 10 giorni all’asta.

Tra parentesi, l’appuntamento con il Giudice è martedì. Quindi i tempi sono ancora più stretti.

Torniamo per l’ennesima volta in sede Equitalia, ormai quando ci vedono scappano tutti.
Riusciamo a pinzare il responsabile, che si stava nascondendo nello sgabuzzino delle scope.

Lo tormentiamo finché non si fa assicurare dal direttore che arriverà dalla sede Regionale la procura fatta come richiesto.

Siamo a giovedì. Lunedì è festa, e martedì c’è l’appuntamento con il Giudice.

Ci tocca pagare, con l’assicurazione che l’indomani, ultimo giorno utile, andranno a depositare la Rinuncia.
Confermiamo quindi l’appuntamento davanti al Giudice.
A cui dovranno partecipare gli esecutati, che abbiamo dovuto minacciare di ritorsioni per fargli prendere un giorno di ferie, e il Custude Giudiziario, che non è mai stato troppo disponibile, ma che, anche tramite il legale, siamo riusciti a convincere a presenziare.

Venerdì, ultimo giorno lavorativo prima del giorno X.
Andiamo in banca a fare gli assegni circolari.
Prima Banca: a parte la coda, passiamo 55 minuti allo sportello. Dichiarazioni antiriciclaggio, controlli incrociati, più firme che per avere un mutuo.
Il tutto per prendere soldi nostri dal nostro conto…
Usciamo con l’assegno in mano.

Seconda Banca, in realtà ufficio postale. La Posta non fa assegni circolari. Fa assegni vidimati.
Sempre con prelievo contestuale dal conto

Ma lo accetterà la Banca?

Terza Banca: in 3 minuti e una firma, abbiamo l’assegno a disposizione.
Ma quindi vuol dire che non è realmente necessaria tutta la trafila fatta. Sono gli altri che complicano le cose!

Per scrupolo, li ricontrolliamo un’altra volta.
S2 si accorge che c’è un errore: il primo è stato stampato sul modulo “fino a 1.500 euro”.
Verrebbe comunque pagato, visto che è un loro errore, ma, se l’avvocato non accetta di ritirarlo perché non conforme, non riusciremmo a chiudere la procedura e l’asta si terrebbe lo stesso.

E’ un rischio che non vogliamo correre.

Torniamo in Banca. Bisogna rifare tutto da capo. Stavolta ci mette “solo” 40 minuti.

Per sicurezza, faccio una scansione degli assegni e li mando al gestore della pratica, per avere conferma che vadano bene.

Ma ormai è tardi, risponde solo fino alle 12,30.
Ed è venerdì.

Poi c’è il week-end.
Lunedì è la Festa della Repubblica e non si lavora.
E martedì dobbiamo consegnarli, quindi non abbiamo più possibilità di fare altrimenti.

Passiamo il fine settimana con un forte stress, visto che ci sono ancora alcune variabili che possono mandare tutto a monte.

Ieri quindi c’era l’appuntamento. E l’asta sarà dopodomani.
Coma finirà?
Lo saprete nella prossima, ultima, parte. Tra pochi giorni.

S1 “the boss”

2 Commenti. Nuovo commento

  • Accidenti, sembra un film di fantascienza……o meglio un thriller.
    Una cosa mi preme puntualizzare: spesso in banca o presso qualsivoglia sportello si trovano persone impreparate o in malafede, che fanno perdere tempo adducendo richiami a leggi varie.
    Peccato che ogni tanto capiti davanti a loro un avvocato preparatissimo e poco incline alle battute goliardiche, e allora per l’impiegato sono dolori……
    Tutti dovremmo essere come quell’avvocato.

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