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Se frequenti i social network, ormai dovresti sapere benissimo cos’è un hater.

Anche se non conosci il termine, quasi certamente ti ci sei imbattuto e magari non sapevi che si chiamasse così.

“Hater è un termine usato su Internet per indicare gli utenti che generalmente disprezzano, diffamano o criticano distruttivamente una persona, un lavoro o un concetto in particolare.
L’odio dell’hater è generato da dei sentimenti simili alla gelosia e all’invidia; tuttavia gli hater, a differenza dei gelosi, non desiderano diventare come le persone che prendono in giro o attaccano, ma al contrario desiderano esclusivamente insultarle e denigrarle.
Un hater giustifica il suo disprezzo e pone il suo pensiero come unica, vera realtà; i pensieri o idee delle persone a lui non affini sono completamente errate e semplicemente delle menzogne.
Un hater tende a seguire costantemente le attività del personaggio pubblico che odia.”

Quello degli hater è un fenomeno in crescita.

Secondo il compianto Umberto Eco “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli…”

Se cerchi su Google la parola “hater” trovi migliaia di blog che pretendono di spiegarti come averci a che fare, come reagire (o non reagire) alle loro provocazioni e come riconoscerli.

Per Eco i social sarebbero un vero e proprio “dramma” perché promuoverebbe “lo scemo del villaggio a detentore della verità”.

“Prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

In poche parole gli hater sono la trasposizione del mondo dei social media della famosa favola della volpe e l’uva: la frustrazione di non poter ottenere ciò che vogliono li porta a criticare l’oggetto del loro desiderio stesso.

Fin qui nulla di nuovo.

È un comportamento che alcune persone mettono in atto da secoli sotto forme diverse.

Ma gli haters possono essere solo negativi?

In alcuni possono giocare a tuo favore.

Anzi, possono addirittura rivelarsi utili per mascherare altri generi di nefandezze

Con la nascita di piattaforme come Booking.com, Tripadivisor, Amazon e la possibilità di valutare le attività su Facebook, il potere delle recensioni è cresciuto in modo esponenziale.

Fino a sei o sette anni fa, nessuno si preoccupava dei clienti insoddisfatti.

Bastava avere cinque o sei persone contente e pubblicizzare i loro risultati sul proprio sito per convincere chiunque della validità di ciò che offrivamo.

Le recensioni negative, quando c’erano, venivano opportunamente fatte sparire sotto il tappeto del salotto

Oggi in molti settori un numero sempre maggiore di acquirenti si affida alle opinioni altrui prima di scegliere se acquistare, preferendole alle strategie di comunicazione e marketing.

Ti basti pensare che nel settore alberghiero che il 97.7% dei viaggiatori legge le recensioni online di altri viaggiatori e si basa su queste prima di prenotare un hotel.

Nel settore dei corsi di formazione immobiliare, così come negli advertising del diventare ricco con il trading o altri sistemi di poco conto  – dove il marketing è spesso e volentieri molto più spinto che in qualsiasi altro e dove le persone vengono spesso attratte da qualche testimonianza (vera o pagata che sia) su come diventare ricchi, come essere coperti di gloria, fama e soldi – la possibilità di recensire negativamente alcuni sedicenti esperti ne ha causato la prematura scomparsa o quantomeno un notevole ridimensionamento.

È stato chiaro fin da subito che il tempo delle vacche grasse era finito.

Imbonitori e venditori di sogni cominciavano ad avere i giorni contati

Mettere 100 persone in sala, consapevoli che almeno 97 sarebbero state deluse dalla scarsa qualità delle informazioni ricevute, diventava difficile da nascondere. Nello stralcio peggio che mai.

Come metterle a tacere?

Come può il fuffaformatore di turno (parlo in generale e di qualsiasi settore) impedire di farsi rovinare la piazza da ex-clienti, giustamente incazzati per aver speso migliaia di euro in cambio solo di belle promesse che mai si realizzeranno con solo il crederci, tipica spinta emozionale che la PNL a manetta può scatenare nella persona che ascolta, balletti motivazionali, informazioni scadenti o obsolete?

È a questo punto che arriva il lampo di genio e ritornano in campo i nostri “amici” haters che avevamo lasciato qualche paragrafo indietro.

Le cose sono cambiate nel gestire haters e clienti insoddisfatti.

Bisogna prima distinguere l’uno dall’altro.

E così molti DISIN-formatori chiusi nella semioscurità della loro cameretta a rimuginare su come contrastare la pioggia di me…diocri recensioni che stava piovendo sulla testa, hanno sviluppato un’idea!

“Acciderbolina! Ma perché non faccio passare tutte le recensioni negative per commenti maligni di gente invidiosa del mio successo e della mia smisurata grandezza?”

E per quanto possa sembrare assurda… l’idea ha funzionato!

L’atteggiamento di critica verso i guru che hanno venduto fuffa ai clienti

Chi criticava i vari guru di turno ha cominciato ad essere sistematicamente accusato di essere un hater dal suo gruppo di fedeli e di seguaci più stretti.

Se riesco agli occhi degli altri a far passare la tua recensione negativa o le tue lamentele come il commento di un hater, raggiungo il mio intento di screditare ciò che hai scritto, facendolo passare come il commento di un individuo rancoroso, ignorante, poco lucido e invidioso.

Insomma una persona della quale nessuno vorrebbe condividere o accettarne l’opinione.

Capito il meccanismo?

Nel settore della formazione immobiliare contro cui ci/mi scaglio costantemente, perché ci lavoro, sembra quasi che ci sia un vero e proprio modus operandi prestabilito per trattare con gli ex corsisti che, dopo appena pochi giorni da un corso di immobili, si accorgono di aver pagato per informazioni incomplete o impossibili da applicare nel mondo reale.

E il business immobiliare fa gola a molti che cercano in tutti i modi di tenersi un’immagine linda anche quando sta piovendo loro addosso una tormenta di merda.

A forza di vendere poco o nulla ti si crea intorno una tempesta di merda (shit storm) termine utilizzato nel marketing quando ritorna contro a qualcuno il malessere dei clienti che non hanno trovato soddisfazione alla frequentazione di un corso.

Di fronte a uno studente giustamente incazzato che lascia una recensione al vetriolo si insinua il dubbio che il commento negativo sia stato rilasciato da una persona frustrata e incazzata per esser stato uno dei pochissimi a non aver saputo applicare gli insegnamenti del Grande Maestro.

La colpa della sua delusione è sempre da individuare in una di queste 4 cause

1. Il poveretto non si è dimostrato abbastanza motivato ad applicare gli insegnamenti proposti

2. Non ha insistito abbastanza di fronte ai soliti, normali insuccessi, arrendendosi solo al ventottesimo tentativo fallito dopo aver gettato al vento migliaia se non decine di migliaia di euro in investimenti sbagliati, senza dimostrare “l’intelligente caparbietà” di una mosca che sbatte ripetutamente contro il vetro.

3. Ha messo in dubbio le parole del Guru Supremo e la sua negatività lo ha portato ad attirarsi situazioni spiacevoli che non potevano essere previste.

4. È fortemente invidioso perché non è riuscito ad avere successo dove altri non meglio specificati corsisti l’hanno avuto e quindi critica aspramente il Guru, invece di prendersela con se stesso.

Questi sono commenti presi qua e la in giro per pagine pubbliche di Facebook dove si incontrano clienti insoddisfatti dei vari corsi. Sono di dominio pubblico e per come funziona Facebook le puoi utilizzare.

Non siamo la fonte ma solo un mezzo divulgativo.

In mancanza di un gruppo di fedelissimi del Guru, quest’ultimo procede a bannare i corsisti insoddisfatti (ma pur sempre paganti) da ogni sua piattaforma, perché non diffondano il malcontento e perché non incitino anche i più remissivi a far sentire la voce della loro insoddisfazione.

I clienti insoddisfatti però sono come un torrente in piena dopo un’alluvione

Non li puoi fermare, non li puoi incanalare.

Se continui a generarli non puoi né eliminarli, né arginarli rimuovendoli dai gruppi per paura che contagino gli altri e facciano saltare la baracca.

Arrivati oltre un certo punto diventano incontenibili e se anche li blocchi su ogni canale social non fai altro che accrescere la loro rabbia in modo esponenziale, rendendo palese che hai qualcosa da nascondere, altrimenti accetteresti il confronto aperto.

Anche io, come Carlo e Barbara, avrei potuto arricchirmi velocemente sulla pelle di chi era disposto a credere alla menzogna che è possibile comprare case senza soldi.

Avrei potuto speculare sul tuo desiderio di arricchirti, vendendoti la pozione miracolosa, la tecnica segreta o il metodo definitivo di turno.

Avrei avuto subito le sale piene di persone disposte a crederci, anzi che volevano crederci a tutti i costi.

Probabilmente avrei il triplo dei soldi che ho.

E avrei anche un nutrito gruppo di persone che mi maledice ogni notte prima di andare a letto e ogni mattina quando si sveglia.

Per come sono fatto, avrei tanti di quei rimorsi da non dormirci la notte se sapessi di star truffando il prossimo e che la gente pensa questo di me.

Quindi si, lo ammetto. Lo ammettiamo.

Abbiamo preso la strada lenta e tutta curve di chi non fa promesse esagerate e dice le cose come stanno, difficoltà comprese.

Ci abbiamo messo forse cinque o sei anni più dei nostri “competitor” ad arrivare dove siamo.

Ma oggi, dopo otto anni di battaglie contro i messaggi distorti dei vari GURU, questo quello che dicono del modo in cui si lavora in Stralciando. Ecco le testimonianze:

 

Continua a leggere le testimonianze su Stralciando a questo link.

Leggere quello che dice chi ha a che fare con Carlo, Barbara e me, mi arricchisce più di un conto in banca a sei zeri (quasi).

Quindi:

1. Se anche tu sei stufo di restare ogni volta a bocca asciutta mentre altri si dividono il malloppo,
2. se vuoi davvero scoprire come accaparrarti la tua fetta dalla torta del mercato immobiliare,
3. e se vuoi evitare gli errori che hai fatto finora per colpa dei consigli sbagliati di qualche formatore “non proprio attento”…

Ti invito alla prossima tappa del tour Immobiliade, la Guerra degli Immobili”, dove persone che lavorano tutti i giorni sul campo – e guadagnano da vere operazioni immobiliari, non dalla formazione – ti metteranno di fronte a tutta la cruda verità, consegnati le chiavi per imparare il lavoro che ti permetterà di realizzare la vita a cui hai sempre ambito.

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A presto!

William

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